Velasco, il mito del volley italiano annuncia l’addio:»Non volevo aspettare il declino»

Velasco, il mito del volley italiano annuncia l’addio:»Non volevo aspettare il declino»

Specialista che ha portato la nazionale Italiana sul tetto del mondo si ritira dopo 44 anni di carriera:»la»Situazione emotivamente forte, ora ho bisogno di stare con se stessi». Un saluto Modena Volley:»Questa sarà sempre casa» tua».

MODENA-FINO a 67 anni, Julio Velasco dice basta. Allenatore Modena Volley smetterà di allenare 40 anni dopo il suo debutto in panchina. In carriera ha ottenuto una serie di importanti successi, come per il club e con la nazionale. Con gli emiliani ha vinto quattro scudetti consecutivi, dal 1986 al 1989. Poi ha portato l’Italia sul tetto del mondo nel 1990 e nel 1994, per questo in Europa nel 1989, 1993 e 1995. Era la cosiddetta“generazione di fenomeni”, capace di dominare a più riprese nelle competizioni più importanti. Quest’anno Velasco è tornato ad allenarsi a modena, venendo alla semi finale.»Questo lavoro è stato un privilegio-dice-non è semplice ma non volevo aspettare il declino»

E’ di Modena, la sua azienda, per annunciare in una nota che il tecnico argentino ha deciso di chiudere la sua carriera. La decisione che»va a prendere, come accettiamo quello che ha deciso l’uomo che ha dimostrato, in ogni circostanza, un enorme correttezza, la professionalità, e la passione è la legge-Velasco è stato, è e sarà sempre il simbolo della nostra società e della nostra città ed è a nome di tutta Modena Modena Volley, vogliamo ringraziarla per quello che ha fatto come uomo e come allenatore ogni volta che è stato chiamato a rappresentare.

A metà degli anni ottanta Julio ha preso per mano la squadra e la società e lui è diventato una leggenda indelebile nella storia dello sport e ha portato a quello che oggi, a, Modena, è unanimemente riconosciuta come la culla della pallavolo mondiale. Julio Velasco è tornato a Modena e nella scorsa stagione ha dimostrato, con i fatti, di essere non solo il vincitore, ma un uomo con una capacità ineguagliabile di insegnare, guidare e motivare».»Julio Velasco ha fatto la storia di Modena, ha segnato le tappe e i momenti chiave, Modena era, è e sarà la Tua città, il PalaPanini era, è e sarà la Tua casa. Semplicemente grazie».

E altrettanto toccante è il messaggio dell’allenatore.»Questo lavoro è stato un privilegio, mi sono allenato per 44 anni, dal settore giovanile nazionale continenti diversi e se mi guardo indietro vedo le tappe di questo percorso», ricorda il tecnico dell’argentina, che ripercorre la sua lunga carriera prima di passare ai ringraziamenti, compresi quelli i giocatori che»mi ha permesso di essere quello che sono diventato. Perché l’allenatore non è altro che la loro squadra. Tutto quello che fa un allenatore è quello di aiutare i suoi giocatori in modo che siano loro a fare. In questo momento mi ricordo di ognuno di loro. Non solo chi è più forte. Perché molte volte allenatore scopri di più insegnando quei giocatori in cui le cose non vengono facilmente». Ora Velasco sceglie la strada del silenzio»perché per me questa è una situazione emotiva molto forte e ho bisogno di stare un po’ con se stessi», ma non prima di un ultimo pensiero a Modena Volley,»che mi ha permesso di terminare la carriera in una città che amo».

Velasco si ritira dopo aver vinto tutto: 4 titoli in Argentina con il Ferro Carril Oeste, poi con Modena-allenatore un paio di volte-4 scudetti, 3 coppe Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa delle Coppe. Ricco anche il suo palmares da ct azzurro: due campionati del Mondo, tre-Europa, 5 Campioni del mondo Coppa del Mondo e poi l’argento ai giochi olimpici di Atlanta’96.